Geldsorgen trotz gutem Gehalt können auf Gelddysmorphie hindeuten.

Preoccupazioni economiche nonostante un buon salario: un caso di dismorfia monetaria?

Lars Gabriel Meier 6 Minuti

Preoccupazioni economiche nonostante un buon salario? Sembrerebbe una contraddizione, eppure ci sono persone che vivono questa condizione o che, al contrario, pensano di possedere abbastanza soldi, anche se in realtà le loro risorse sono insufficienti. Per i genitori può essere difficile capire se i propri figli vivono una condizione di dismorfia monetaria. La buona notizia è che esistono modi per prevenire tempestivamente il problema.

Quando la percezione delle preoccupazioni economiche prende il sopravvento nella vita di tutti i giorni

Sei mesi fa, Tiziana (26 anni) ha terminato gli studi e poco dopo ha iniziato il suo primo vero lavoro. Per la prima volta, ha un’entrata regolare, molto più alta di quanto non avesse durante gli studi con i suoi lavori part-time sporadici. Tuttavia, negli ultimi tempi si è ritrovata a preoccuparsi sempre di più delle sue finanze. «I soldi non mi bastano», continua a pensare. L’affitto per l’appartamento, le polizze assicurative, l’abbonamento del cellulare – tutte spese a cui se ne aggiungono altre.

Tiziana non va più volentieri a mangiare fuori con le amiche: preferisce inventare una scusa per non andare. E, se le amiche riescono a convincerla a unirsi a loro, Tiziana ordina sempre il piatto più economico del menù. In più, non fa quasi mai shopping: preferisce indossare i maglioni e i jeans che ha finché non vanno proprio sostituiti.

Quando, un fine settimana, va a trovare i suoi genitori, salta fuori proprio questo discorso: «Potresti regalarti un bel maglione nuovo», dice la mamma. «Non posso permettermelo», risponde Tiziana un po’ più bruscamente di quanto volesse. I genitori la guardano stupiti. La loro figlia guadagna bene, giusto?

Questo esempio dimostra che è possibile avere preoccupazioni economiche nonostante un buon salario. Questo fenomeno è chiamato dismorfia monetaria.

Cosa significa dismorfia monetaria?

«La dismorfia monetaria consiste in una percezione distorta della propria situazione finanziaria», spiega lo psicologo del lavoro Christian Fichter. Mentre le persone affette da dismorfia corporea hanno un’immagine falsata del proprio aspetto esteriore, la dismorfia monetaria riguarda l’immagine interiore della propria situazione economica.

Il concetto non deriva dalla psicologia scientifica, ma dai social media. Per questo, «dismorfia monetaria» non è un termine tecnico riconosciuto, ma viene utilizzato principalmente come metafora popolare. «Non si tratta di un disturbo mentale, ma di un fenomeno di percezione e valutazione dei soldi, spiegabile a livello psicologico», chiarisce l’esperto.

Possibili cause di una percezione distorta del denaro

La dismorfia monetaria non nasce da un giorno all’altro, ma è il risultato di un processo graduale. Le cause possono essere analizzate da diversi punti di vista. Secondo l’esperto, i social media svolgono un ruolo molto importante, come già detto: «Su queste piattaforme, la ricchezza è estetizzata: belle case, prodotti di marca, viaggi, stile di vita. Questo crea un confronto sociale costante che nessuno può sopportare nella realtà.» In pratica, ciò significa che i giovani sono costantemente esposti a immagini di presunta agiatezza e traggono false conclusioni sulla normalità. In più, come aggiunge Christian Fichter, c’è la peer pression, ovvero l’influenza delle persone della stessa età: «Per sviluppare un senso di appartenenza, ci si sente facilmente obbligati a presentarsi come gli altri».

Secondo l’esperto, anche la mancanza di educazione finanziaria può favorire lo sviluppo della dismorfia monetaria: «Chi non ha mai imparato a gestire un budget o a valutare i prezzi in modo realistico è più soggetto a valutazioni errate.»

Anche il comportamento e l’atteggiamento dei genitori influenzano la percezione e la gestione del denaro: «Le famiglie hanno un’influenza molto forte sul significato emotivo del denaro», sottolinea Christian Fichter. «Se il denaro è un argomento tabù o è associato alla vergogna, i bambini spesso adottano inconsciamente questi modelli». Se invece si parla in modo aperto e oggettivo di questioni legate ai soldi, i bambini imparano a considerare il denaro come un normale elemento della propria formazione.

Quanto denaro possieda effettivamente una famiglia è di secondaria importanza: ciò che conta è il modo in cui l’argomento viene affrontato: «I genitori che spendono in modo oculato e spiegano le loro priorità insegnano ai figli ad avere una maggiore serenità finanziaria rispetto ai genitori che usano il denaro come strumento di ricompensa o di potere», riassume l’esperto.

Quali persone sono inclini alla dismorfia monetaria

Alcune persone sono più a rischio di altre di sviluppare la dismorfia monetaria. «Questo fenomeno è più comune tra i giovani adulti che hanno molti contatti online e si confrontano regolarmente con gli altri», spiega l’esperto. Infatti, «Il posizionamento sociale gioca un ruolo importante in questa fase della vita. Il denaro è spesso visto come espressione del successo e del valore della persona.» Inoltre, i giovani spesso sopravvalutano quanto gli altri possiedono o spendono e, a confronto, percepiscono la propria situazione come inadeguata.

Tuttavia, secondo lo psicologo del lavoro, anche le persone con medio reddito che sentono la pressione sociale di doversi «tenere al passo» mostrano comportamenti simili. «Quindi la questione non riguarda tanto uno specifico gruppo di reddito, quanto le persone che risentono molto dei confronti sociali», riassume Christian Fichter.

Sintomi della dismorfia monetaria

I vostri figli soffrono di dismorfia monetaria? Non esiste una risposta chiara a questa domanda, perché la percezione distorta del denaro può manifestarsi in molti modi. «Alcune persone sottovalutano la propria ricchezza e vivono nella costante paura di non avere abbastanza soldi. Reagiscono quindi con una parsimonia esagerata o con timori legati al denaro. Altri invece sopravvalutano la propria condizione economica e cercano di mantenere una certa immagine da dare al mondo esterno. La reazione, in questo caso, consiste in spese smodate», spiega Christian Fichter.

Secondo l’esperto, è comunque possibile individuare un elemento comune: «Una caratteristica tipica della dismorfia monetaria è che la propria realtà finanziaria non è valutata in modo oggettivo, ma è esasperata dalla componente emotiva – per vergogna, invidia, orgoglio o insicurezza». Questo spesso porta il denaro a perdere la sua reale funzione (un mezzo per raggiungere un fine) e a diventare un simbolo del proprio valore personale.

Indicazione: classificare correttamente le preoccupazioni economiche

La dismorfia monetaria non deve essere confusa con le preoccupazioni economiche per le quali esistono ragioni comprensibili e oggettive. Anche le persone con un buon salario possono ritrovarsi a dover fare i conti con debiti o con procedure d’esecuzione. Tali situazioni sono comprensibili e richiedono un’azione prudente.

Nella dismorfia monetaria, invece, non c’è una ragione oggettiva per le preoccupazioni. Per le persone colpite, le preoccupazioni economiche sono emotivamente reali, ma il problema risiede nella percezione distorta della propria situazione finanziaria.

Prevenire la dismorfia monetaria: cosa possono fare i genitori

Anche parlare di denaro fin dalla tenera età è quindi un mezzo per prevenire la dismorfia monetaria. «I genitori dovrebbero affrontare presto e apertamente la questione del denaro – senza pressioni, vergogne o idealizzazioni», consiglia Christian Fichter. «I bambini traggono beneficio quando possono gestire un proprio piccolo budget fin da piccoli e capire che le decisioni hanno delle conseguenze».

Altrettanto importante è parlare di valori. «Che cosa è veramente importante per me? Per cosa vale la pena spendere soldi?», spiega l’esperto, fornendo due esempi di domande per la riflessione. In questo modo si insegna ai giovani che il denaro è uno strumento, utile, ma non costitutivo dell’identità. «Un atteggiamento sano nei confronti del denaro nasce quando la soddisfazione materiale non è vista come una misura del proprio valore», conclude l’esperto.

Esperto in questo articolo

Christian Fichter è professore di psicologia sociale e del lavoro presso l’Università di Scienze Applicate di Kalaidos e membro del consiglio direttivo della Federazione svizzera delle psicologhe e degli psicologi.